Perché Romano è stato assolto

L'ex ministro per le Politiche agricole Saverio Romano è stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza è stata emessa dal gup del tribunale di Palermo, Fernando Sestito, dopo quasi due ore di Camera di consiglio. “Finalmente è finita. Ho sempre confidato nella mia assoluzione. Inutile nascondere la mia soddisfazione: sono stato assolto perché il fatto non sussiste”, queste le prime parole di Romano che al momento della lettura dellea sentenza non era in aula
17 LUG 12
Ultimo aggiornamento: 11:54 | 9 MAR 23
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L'ex ministro per le Politiche agricole Saverio Romano è stato assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza è stata emessa dal gup del tribunale di Palermo, Fernando Sestito, dopo quasi due ore di Camera di consiglio.

"Nove anni per stabilire se una persona sia estranea alla vicende di cui è accusata sono un fatto di civiltà giuridica sul quale lascio le riflessioni all'opinione pubblica", ha dichiarato uno dei due avvocati di Romano, Raffaele Monsignore, all’uscita dall’aula. Felicità traspare invece dalle parole dell’imputato, che al momento della lettura della sentenza non era presente in aula: “Finalmente è finita. Ho sempre confidato nella mia assoluzione. Inutile nascondere la mia soddisfazione: sono stato assolto perché il fatto non sussiste. Ho sempre pensato che le sentenze si leggono e non si commentano”.
“In me – ha poi aggiunto Romano - vi è però l'amarezza per i tempi lunghi della giustizia, che non sono compatibili con un Paese civile”.

Nel corso della requisitoria finale, il pubblico ministero, Nino De Matteo, aveva chiesto per Romano una condanna di otto anni ritenendolo “pienamente intraneo” a Cosa Nostra, citando come prova decisiva la frase che lo stesso Romano avrebbe rivolto al Presidente del consiglio comunale di Villabate, Francesco Campanella (“Siamo della stessa famiglia, scendi a Villabate e ti informi. Mi dovrai votare anche tu”). La difesa ha invece sottolineato l’assenza, nel nostro ordinamento giuridico, della formula dubitativa dichiarando come, nonostante “la vita di Romano sia stata rivoltata come un calzino, non sia stato trovato nulla”. La difesa inoltre aveva riconosciuto che Romano a Belmonte Mezzagno, il paese in provincia di Palermo di cui e'originario, "ha avuto conoscenze con personaggi che anni dopo si sono rivelati vicini alle cosche" ma, aveva poi argomentato, “si trattava di superficiali rapporti di cortesia frequenti in piccoli centri dove è consuetudine darsi del tu”.

"Rispettiamo qualsiasi sentenza del giudice e la consideriamo un atto di giustizia. Si tratta di una sentenza che viene classificata come sentenza di assoluzione, ma con l'articolo 530 secondo cui l'assoluzione avviene per mancanza di prove, per prove insufficienti o contraddittorie". Così, il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo commenta a caldo la sentenza dell'assoluzione dell'ex ministro delle Politiche agricole Saverio Romano dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

"Quando parliamo di prove insufficienti parliamo di elementi probatori non idonei a raggiungere la soglia del convincimento al di là di ogni ragionevole dubbio – ha inoltre aggiunto Messineo, - comunque attenderemo la lettura delle motivazioni della sentenza per vedere a quale delle tre ipotesi il giudice ha aderito".